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Ambito di Ricerca:La lingua locale: testi e voci
   
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 Voce narrante di Bruno Dalla Rosa

 

 
 

La toza che ghe zè morto 'l moroso



” Ghe gera na toza che la gavea un moroso e sto moroso un dì
se ga malà che l gera romai in punto de morte. Ela se fazea vedare tuta desparà e co l gera drio tirare i ultimi, la ghe ga dito: «Te prometo ca no me marido pì; vendo anca la dota e cui schei te faso dire tante Mese».
 

El tozo, bischin, sentindo ste parole, l'è morto anca rasegnà.
Ma la toza no la ga mia vendesto suito la dota; la dizea che ghe despiazea, vense la saea ela parcosa: in cao a tri misi la se ga anca maridà.
 

Ciò, la gera anca ela de quili ca dize: «Chi more l mondo
lasa e chi vive se la pasa». Ma da lora la ga scuminsià sentire
tute le note un gran bordelo drio la fene¬stra de la so camara. Tuti ghe dizea che l gera so moroso vecio che l vegnea dimandare le Mese che la gheva prometuo.
 

Ela no la ghe cardea. Na note, sta pora grama, la se pensa de nare rente la fenestra e de fare un buzeto inte la carta spira col deo menelo, pa vardare fora, vedare chi che gera. Pena meso fora l deo, la se lo sente ciapare e tirare: destacà l deo. La ghin'à dapà tanta, che la zè vegnesta tuta canesa. ”  

tratto da “Esseri fantastici nelle tradizioni popolari venete”
di Cecilia Battaglin Ignazzi.

 

 



 

 

 



________________________________________

 



- Traduzione letterale - (sic)

 

 

 

La ragazza a cui è morto il fidanzato.

 



”C’era una ragazza che aveva un fidanzato e questo fidanzato si è
ammalato tanto gravemente che era ormai in punto di morte. Lei si faceva vedere
tutta disperata e, quando stava ormai spirando, gli ha detto: «Ti prometto
che non mi sposo più; vendo anche il corredo e con quei soldi ti faccio
celebrare tante Messe».

 

Il giovane, poverino, sentendo queste parole, è morto abbastanza rassegnato.
Ma la ragazza non ha venduto subito il corredo; diceva che le dispiaceva, e
invece sapeva lei perché: nel giro di tre mesi si è anche maritata.

 

Evidentemente era anche lei di quelli che dicono: «Chi muore il mondo
lascia, e chi vive se la spassa». Ma da allora ha cominciato a sentire
tutte le notti un grande baccano dietro la finestra della sua camera. Tutti
le dicevano che era il suo ex fidanzato che veniva a domandare le Messe che
gli aveva promesso.

 

Lei non ci credeva. Una notte, questa povera stupida, decide di andare vicino
alla finestra e di fare un buchetto nella 'carta spira' (pergamena) con il dito
mignolo, per guardare fuori e vedere chi c'era. Appena messo fuori il dito,
se lo sente afferrare e tirare: staccato il dito. Ha preso uno spavento tale,
che le sono venuti i capelli tutti bianchi.”

 

 

Contributo di pubblicazione: ROdAlia

 
     
Edizione RodAlia -
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