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IL VANGELO DELLA DOMENICA, 05/12
a cura di Don G. Silvestri.
 

immagine allegata

  IL VANGELO DELLA DOMENICA – 5 DICEMBRE

II DOMENICA D’AVVENTO – ANNO C - LUCA 3,1-6



 
 

Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.



Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:  «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!». Parola del Signore



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 immagine allegata Nella seconda domenica d’Avvento, figura centrale è sempre Giovanni il Battista, il precursore del Signore. Il brano è corredato da dettagliatissime informazioni; quanto scritto dall’evangelista è perciò da collocare in un preciso e identificabile contesto storico-geografico; non è frutto di fantasia o semplice proiezione soggettiva. La certezza fattuale di quanto scritto dà plausibilità alla Parola di Dio, lampada che splende nel buio e illumina il cammino della vita. 



“Nell'anno quindicesimo…”. Si. In quel preciso momento storico-geografico, del quale sono identificati imperatore, governatore, tetrarchi, regioni, sommi sacerdoti; proprio in quel preciso momento storico: “la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto”. Non è la prima volta che Dio parla. La bibbia ci testimonia in ogni sua pagina di interventi di Dio nella storia umana, tramite i patriarchi, Mosè, i giudici, i re, i profeti, ecc. Di ‘straordinario’? Si tratta di un momento assolutamente ‘unico’ della storia umana. Le informazioni dettagliate di questo momento hanno, infatti, il significato di sottolineare l’accadere di un ‘Evento atteso’ da secoli e millenni, generazione dopo generazione; un evento ‘unico’ che mette tutto sossopra; che dà una svolta decisiva alla storia umana e innerva linfa nuova e sangue fresco nella storia degli uomini. 



 

     Giovanni il Battista è il messaggero di questo ‘Evento unico’; lo prepara con la sua bocca e con la testimonianza della sua vita. Per dare risalto alla straordinarietà dell’Evento, Giovanni Battista si ritira nel deserto, abbandona ogni confort inutile, ogni lusso, ogni comodità abitativa, ogni cibo elaborato, si veste di peli di cammello, si nutre di locuste e mele. Fa sentire la sua voce forte a tutti i contemporanei; grida a squarciagola l’imminenza prossima dell’Evento: la venuta del Messia! Avverte tutti della necessità di una degna preparazione. La sua parola è così convincente e forte da attirare l’attenzione di tutti. E tutti vanno a lui per sapere dalla sua bocca come attendere questa venuta imminente; quali radicali scelte di vita operare e in che modo agire e comportarsi. 

 



     Ripieno dello Spirito di Dio, Giovanni percorre “tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia”. Nel deserto la parola di Dio proclamata da Giovanni si fa distinta, chiara, forte. Lontano dal vocio frenetico della convivenza umana - dove suoni e parole si sovrappongono, creando caos e confusione - la Parola infuocata di Giovanni fa breccia nel cuore di quanti accorrono. Tutti avvertono forte, dritta al cuore, tagliente come una lama di rasoio, quella parola proveniente dal deserto. Battendosi il petto e confessando umilmente i peccati, tutti chiedono di lavarsi nell’acqua del Giordano. 

 



     L’accorrere in massa della gente da tutta la Giudea e dai territori della Palestina, oltre a raccontarci della forza profetica della parola di Giovanni, dà anche l’idea della forte attesa della venuta del Messia presente nella storia del popolo ebraico. Tutti aspettavano l’adempimento della promessa, tenuta sempre viva dagli scritti profetici. La voce di Giovanni s’innesta perciò in questo clima, risveglia l’attesa profonda di tutto il popolo, fa vibrare il cuore di tutti coloro che avevano riposto fiducia in Dio. Ai capi religiosi e al potere politico, refrattari sempre a ogni attesa e novità, non sfugge il potere attrattivo della parola penetrante di Giovanni e non tardano ad agire di conseguenza.

Durissime parole sono riservate da Giovanni a farisei e sadducei inviati dal potere religioso di Gerusalemme per spiarlo; li accusa di falsità e di ipocrisia; li stigmatizza come razza di vipere che non sfuggiranno all’ira del Signore e al suo giudizio imminente. Giovanni pagherà col sangue la forza della sua Parola. Erode zittirà per sempre la sua lingua.

 



      Zittirà la sua lingua ma non la sua voce. Giovanni infatti grida ancora. Continua ad arringare ancora la folla, la chiesa, le comunità ecclesiali, gli uomini al potere, me e te. Ancora più forte la sua voce proclama l’avvento del Regno. Cosa grida? “Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!”  E noi l’abbiamo vista.



Noi abbiamo già contemplato e gustato la salvezza del Signore. Eppure  - ecco il nostro Avvento! - rimaniamo ancora in attesa. In attesa di che? Ma dell’esplosione finale, del botto definitivo della storia umana. Aspettiamo il pieno compimento del Regno. L’Evento ultimo che ci sta ancora davanti. Cristo è venuto e la storia è piena già della sua presenza; e, tuttavia, Egli è ancora ‘veniente’. Attendiamo il suo ritorno glorioso, definitivo, risolutivo. Perciò la Parola di Giovanni non ha perso nulla della sua forza. Sentiamo ancora forte la sua voce. Intatta come quella di duemila anni fa. Egli continua a proclamare la prossimità del Regno promesso e desiderato. Illusi? Non credo.



 

     Grida ancora, Giovanni. Grida la necessità della conversione del cuore e della vita; la necessità del pentimento sincero; l’urgenza di cambiare strada e di rettificare il cammino nella giustizia e nell’amore, di colmare i vuoti di umanità e le alture dell’orgoglio, di raddrizzare i sentieri distorti e disumani davanti Lui, Messia-Sposo della nostra umanità. Ieri come oggi Giovanni continua ad apostrofare senza infingimenti gli arroganti depositari del potere e delle dottrine astratte che ostacolano le vie del Signore, i nuovi farisei e sadducei che pescano nel torbido mare dell’ipocrisia e della falsità, i loschi figuri e profittatori dei poveri e degli umili che sempre intralciano i percorsi miti e gioiosi della pace e della giustizia. 

 



     Oggi come allora, la voce di Giovanni, amico dello Sposo, inquieta e disturba. Per ascoltarla occorre uscire dal caos della città, dal centro dell’abitato, dai clichés del borgo, dalla asfissiante rete social, dal pensare in superficie, dal pervasivo narcisismo nichilista. Non è impossibile! Ma occorre tirarsi fuori dal pensare ideologico e dalle teorie astratte e inconcludenti, svirgolare le voci ingannevoli e aliene dalla vita reale; salvarsi dal 'mainstream' delle dottrine ufficiali e dall’imbonimento televisivo quotidiano, guardarsi dall’astuzia dei supponenti sequestratori della verità.



Occorre stare alla larga da scribi, farisei e sadducei, da falsi maestri e seduttori, che ipotecano la vita altrui, facendo funeste la libertà e la gioia dalla vita dell’uomo. Bisogna riconoscerli; sono travestiti in mille forme, nei ruoli più diversi, dentro e fuori della chiesa, nei palazzi del potere sacro e del potere profano, nell’ipocrisia di chi fa della buona fede altrui, uno strumento di controllo, di dominio, di profitto. Oggi, come allora, essi fanno tacere la coscienza libera e autonoma dell’uomo, odiano la luce, hanno in uggia il Vangelo della vita, spengono lo Spirito dell’amore, intralciano la divina grazia del Regno, disdegnano la carezza di Dio offerta alla nostra fragile umanità.  Maranatha, vieni Signore Gesù.

 

 

 
     
Edizione RodAlia - 04/12/2021
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