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Ambito di Ricerca:Aspetti sociali, in genere
   
SICILIAN MEMORIES_14
by Gioacchino Todaro
 
GIOACCHINO TODARO_poesie


immagine allegata

LE POESIE DI GIOACCHINO TODARO

IL CARDELLINO


Vola vola cardellino

senza dartene pensiero

perché madre tua, Natura,

t’ha voluto fare dono

di due ali a folte piume.


Vola vola senza sosta

da un ramo e poi ad un altro,

dal balcone alla finestra

e, se proprio sei stanco,

vieni pure a starmi accanto.


Vola vola su quel filo

o sull’alto di quel palo

per pulire le tue ali,

con la punta del tuo becco,

dal fastidio degli insetti.


Vola pure s’ uno stagno,

s’è d’estate facci il bagno:

guazza tanto, finchè n’hai voglia

e, se passa una quaglia,

fate a gara a chi ha più impegno.


Vola pure, non da solo,

su d’ un albero di pero,

sul ciliegio ch’è maturo

e, se sei con un amico,

su d’ un albero di fico.


Da mangiare ce n’è tanto

e da portare ai tuoi piccini

che, nel nido con la mamma,

son in attesa della manna,

che dal ciel verrà volando.


Sai, t’aspetto, sul davanzale

ove ho messo pane e mele

e del miglio, che tu trovi

tanto buono da beccare,

quando scende giù la neve

che tutto copre, come un velo.


Vola vola ch’io ti guardo

e t’invidio proprio tanto

che’ fai meglio più d’un tordo,

mentre io sto qui in un canto

a pensare proprio tanto:

Come fanno dei furfanti

a tener questi innocenti

dentro gabbie maledette

solo solo per diletto?


Quale canto possan fare

chiusi dentro come schiavi;

non è certo quello vero

di quando liberi e giulivi!


Quale torto v’hanno fatto

da far loro sì tanto male:

da spuntar financo l’ali

per tenerli quatti quatti?


V’hanno fatto qualche oltraggio:

da rubarvi l’orologio

o, ritengo un mal’affare,

da rubarvi il cellulare?


Se volare è fare un torto,

non è detto in nessun scritto.

Non c’è Codice pel volo

per chi porta piume ed ali.”


Per favore, miei bambini,

non ingabbiate i cardellini:

sono dolci creature

messe al mondo per volare.

Gioacchino Todaro



immagine allegata

L’ASTRONAUTA


Il pilota Kito Nauta

di mestier fa l’astronauta;

viaggia sempre, in lungo e in largo,

su nel cielo senza ingorgo.


L’astronave è il suo veliero

ed ha la rotta per sentiero;

l’equipaggio è il suo compagno

e l’avventura il grande impegno.

Vuol trovar dei nuovi mondi

con le tracce di viventi

e, se proprio gli va bene,

il paese degli Alieni!


Nei suoi viaggi, assai veloci,

va più forte della luce;

non fa pieno, p’andare avanti,

perché il sole è il carburante


che non manca, presto detto,

sia di giorno che di notte

ed è un faro incandescente

di calore assai potente.


Viaggia Kito giorno e notte

p’arrivare fino a Marte

e non dorme, quando ha il turno,

per raggiungere Saturno.


Volta a destra, fa manovre

per fermarsi sopra Giove:

il pianeta, non si sgarra,

molto grande più la terra!


Ma l’aggancio non riesce

per errore di manovra;

il computer impazzisce

e il ritorno non si trova.


E la cosa è molto seria

ed è certo, non si vuole,

di restare sempre in aria

e girare attorno al sole.


Gira, gira proprio tanto,

non c’è traccia i viventi:

manca l’acqua, non tira il vento,

non vi nasce il frumento!


Abbondan massi e assai crateri

di vulcani grandi e neri

e si vedono, a campo aperto,

gran distese di deserto.


Torna a casa Kito Nauta

con il volto un po’ deluso:

Non c’è gente, non c’è vita,

tutto il suolo è polveroso!”


Non si arrende Kito Nauta

per la missione ch’è fallita:

costruisce, non si dà pace,

un nuovo mezzo più veloce


con a bordo ogni conforto

per volare anni luce:

evitare un altro torto

e trovar così la pace!


 Sono certo di trovare

nuovi mondi d’abitare

e condurre, d’astronauta,

ricca gente a far la gita!”

Gioacchino Todaro




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Edizione RodAlia - 11/04/2018
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