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Ambito di Ricerca:Aspetti sociali
   
GLI AMERICANI DEL NORD AMERICA
Intervista al
prof. Mario Macaluso
 
Gli americani del nord america

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- 23 SPUNTI DI ANALISI -

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- Chi sono gli Americani del Nord America?
- L'Americano del Nord America è multi-etnico.
- La ricchezza e la varietà di questo paese sono incredibili.
- L'Americano del Nord America forma un solo popolo.
- L'Americano del Nord America sente e vive il dovere civico.
- Religiosità e patriottismo.
- L'Americano del Nord America è lavoratore.
- E' semplicione o intelligente?
- Come passa il tempo libero?
- Vita agiata?
- Gli studenti sono molto seri per quanto riguarda il loro futuro.
- Le piazze non esistono.
- I genitori dei Nordamericani non hanno abbastanza tempo.
- L'importanza della biblioteca è fondamentale.
- Non tutti gli Americani del Nord America sono ricchi.
- La famiglia americana è in crisi.
- Gli adulti e i giovani sono religiosi?
- Le possibilità di successo sono enormi.
- Noi Nordamericani…
- Amati e odiati
- Dove vivono 300 milioni di Nordamericani?
- L'accento e i dialetti sono vari.
- E gli Italoamericani?


Chi sono gli Americani del Nord America?

Rispondo alla domanda con vivo piacere dopo quasi cinquant'anni di permanenza negli Stati Uniti e cittadinanza americana. Incomincio col dire che pochissimi stranieri conoscono a fondo gli Americani del Nord America. Infatti, quel poco che sanno l'apprendono dai mass media che, in cerca dell'insolito e dello scioccante, non presentano quasi mai un'immagine veritiera e oggettiva di tutto ciò che contraddistingue l'intero popolo nordamericano.
La stampa, infatti, tende a descrivere fatti sconci ed eventi scandalosi, che hanno luogo in uno dei cinquanta Stati di questo vastissimo Paese, creando nei lettori stranieri l'immagine erronea che tutta l'America e tutti gli Americani siamo colpevoli dello stesso crimine o della stessa decadenza morale.
Con questo articolo, dunque, mi propongo di presentare al lettore straniero il volto genuino e nobile del comune cittadino nordamericano: cosa fa, come si vede, come si giudica e come passa la sua vita giornaliera che è profondamente simile a quella di tanti altri milioni di uomini e donne che vivono su questo pianeta.
Dunque, lontano da ogni motivo apologetico o propagandistico, teso a proteggere o a difendere il mio Paese di adozione, il mio desiderio è solo quello di far conoscere meglio a chi legge questo articolo l'anima e il cuore del Nordamericano.

L'Americano del Nord America è multi-etnico.

In questo continente l'americano rappresenta il microcosmo del mondo. Nelle grandi città come New York, Washington e San Francisco s'incontrano tutte le razze, le religioni, le lingue e le tradizioni che esistono nel nostro pianeta.
Il popolo americano è un popolo d'immigrati. Gli unici, veri "Americani " sono gli Indios che vivevano in questo territorio molto prima dell'arrivo di Cristoforo Colombo e i cui discendenti vivono oggi in determinate "riserve",sparse nei cinquanta Stati.
Attualmente gli Stati Uniti contano poco più di 300 milioni di abitanti.

La ricchezza e la varietà di questo paese sono incredibili.

La ricchezza e la varietà di questo paese consistono nel fatto che siamo tutti immigrati o figli e nipoti d'immigrati, venuti da tutte le parti della terra. Tutti insieme rappresentiamo una gamma vastissima di talenti personali, di bellezze intellettuali e fisiche diverse ed un pensiero creativo che permette agli Stati Uniti di classificarsi all'avanguardia in molti campi del sapere umano e del modus vivendi globale.


L'Americano del Nord America forma un solo popolo.

L'Americano del Nord America forma un solo popolo, sebbene viva in cinquanta Stati con usi, costumi e leggi differenti. Sebbene ogni Stato rifletta la sua unicità, tutti insieme formano una sola Confederazione e seguono i principi della Costituzione Americana, il cui documento originale si conserva a Washington.
La Costituzione Americana e' l'unico documento che sia capace di unificare, in modo straordinario, tutto il popolo americano. La Costituzione afferma principi fondamentali che garantiscono l'unitàpolitica e civile di questa grande nazione dove regna libertà di religione, di parola e di assemblea e il sacro diritto di votare. Inoltre ogni Stato e ogni gruppo etnico celebra le proprie tradizioni civili e religiose, ma osservando sempre le leggi federali e la separazione fra Chiesa e Stato.
Le chiese, i templi, e le sinagoghe sono esenti dal fisco e non fanno quasi mai politica pubblica per non perdere il diritto all'esenzione fiscale. L'unità del popolo nordamericano deriva esclusivamente dalla Costituzione e non dalla religione. Infatti nessuna religione e' religione di Stato in questa vastissima federazione.

Solamente una volta all'anno, noi Nordamericani (non importa quale sia il nostro credo religioso) celebriamo lo stesso evento, cioè Il Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day), che ha luogo il terzo giovedì di novembre. In questo giorno, in cui tradizionalmente si mangia tacchino, celebriamo l'arrivo dei primi immigrati che, perseguitati per la loro fede in Inghilterra, salparono per il Nuovo Mondo e approdarono nello Stato del Massachussetts. Grati per il viaggio incolume e la nuova libertà di praticare la loro fede, fecero una festa con tacchini selvatici, granturco e zucche, dando così vita a una tradizione che continua ancora oggi nelle case di tutti i Nordamericani.

L'Americano del Nord America sente e vive il dovere civico.

L'Americano del Nord America ha generalmente un carattere generoso, calmo e pieno di compassione. Non è ribelle e non si riversa quasi mai nelle piazze o per le strade per protestare. Nelle scuole impara a rispettare la legge e il diritto degli altri. Infatti apprende a vivere con altre razze, accetta una certa etica del lavoro e sente nel suo cuore un senso di appartenenza alla comunità dove non manca di fare volontariato. Una grandissima città come New York è un esempio stupendo della coesistenza pacifica fra i suoi 10 milioni di abitanti di etnie e di fedi diverse.
L'Americano del Nord America è anche un essere cresciuto con una certa moralità puritana la quale si esprime nella sua vita domestica, pubblica, nei mass media e anche nel lavoro. In questo senso tutto il paese segue una certa moralità protestante, sebbene ci siano oggi tantissimi cattolici e altri gruppi religiosi di molta importanza. C'è infatti più modestia in America che in molti Paesi europei.

Il Nordamericano ama gli Stati Uniti.

L'Americano del Nord America è patriota. Sin da bambino dimostra un grande rispetto per gli USA. A scuola recita, in piedi, il giuramento alla bandiera, canta l'inno nazionale e impara la storia del Paese, sviluppando un amore grande per la sua unità politica e nazionale e per quello che rappresenta. Da grande serve liberamente nelle forze armate per la difesa del Paese e per la sua sicurezza e libertà.
Il Nordamericano ha il senso di appartenenza e s'identifica con la bandiera a strisce bianche e rosse con le sue cinquanta stelle. La bandiera sventola dai palazzi pubblici, dagli Enti federali e governativi e dalle abitazioni private di ricchi e poveri durante tutto l'anno, ma specialmente in ricorrenza di feste nazionali come il Memorial Day (Giorno in cui ricordiamo i Caduti in Guerra) alla fine di maggio, e il Labor Day (Giorno del Lavoro) all'inizio di settembre. La mia bandiera sventola pure, davanti alla mia casa, il 21 giugno di ogni anno, per ricordare il giorno del mio arrivo a New York come immigrato nel 1958.
Nel campo dello sport non c'è partita o incontro che non inizi col canto dell'inno nazionale e con la bandiera che sventola gloriosa! Durante incontri, riunioni, comizi, etc. s'inizia sempre con il giuramento alla bandiera e spesso con il canto tradizionale "God bless America! (Dio benedica l'America!) La bandiera è pure presente all'interno di sinagoghe, di templi e di chiese. In chiese cattoliche appare pure la bandiera gialla del Vaticano. L'anticlericalismo, tipico di certi Paesi europei, qui non esiste. Il prete, il rabbino e il pastore protestante sono cittadini come tutti gli altri, vivono la loro vita in libertà e fanno parte della società americana.

Religiosità e patriottismo

L'americano del Nord America è religioso. La sua religiosità si esprime in privato, ma anche in pubblico quando promette alleanza all'America, "una nazione sotto Dio"; quando canta "God Bless America; quando prega in Congresso dove c'e' sempre un cappellano o quando esprime la sua fede nelle parole "In God we trust" (Abbiamo fiducia in Dio.) scritto sulle monetine e celebra il favore divino nelle parole "Annuit Coeptis" (Dio ha favorito le nostre imprese) che si trovano scritte sul dollaro.
I fondatori di questo paese erano credenti e teisti; insieme conoscevano i classici, la filosofia greca e il codice civile di Atene e Roma. La Costituzione Americana, in questo senso, rappresenta il fiore della cultura del mondo occidentale e irradia lo spirito teistico e classico di coloro che l'hanno composta.

L'Americano del Nord America è lavoratore.

L'Americano è sincero, ubbidisce, e non si ribella. L'Americano, ricco o povero, lavora molto, e viaggia anche varie ore al giorno per recarsi al lavoro che spesso è lontano di casa. Inoltre è disciplinato, fa la coda aspettando il suo turno e obbedisce anche di notte alla segnaletica stradale.
In America non c'è una classe sociale distinta e questo si riflette nel fatto che persino nella lingua parlata e scritta esista solamente una sola forma grammaticale per dire Tu e Lei. E questa parola è il pronome "You".
Inoltre il Nordamericano fa tanti sacrifici e vive il senso di responsabilità e di appartenenza civica pagando fedelmente le tasse annuali e l'assicurazione medica perchè il Governo statale o federale non sovvenziona le spese mediche, gli interventi chirurgici e la degenza ospedaliera.
"Socialized Medicine," cioè "l'assistenza medica", che copre ogni cittadino, non esiste nell'America del Nord.

E’ semplicione o intelligente?

A volte lo straniero pensa che l’Americano sia un po’ semplicione o bonaccione e che manchi di buon senso. La verità è tutt’altra. L’Americano non è stupido, ma generoso e gentile. Aiuta gli altri, fa volontariato ed ha un concetto globale non campanilista della vita e del mondo. In generale è sempre aperto alle possibilità di nuove realtà, quando si presentano per essere esplorate.

Come passa il tempo libero?

Il Nordamericano ama leggere e guardare la televisione che trasmette tantissimi programmi. Frequenta spesso le biblioteche comunali, assiste a conferenze e programmi vari e ama gli eventi pubblici e le partite di baseball e football allo stadio, ma non quelle di calcio che non sono molto popolari negli Stati Uniti. Il Nordamericano celebra lo sport non solo in pubblico, ma nelle scuole private e pubbliche. Le scuole sono attrezzatissime per vari tipi di sport. Lo sport fa parte integrante dei programmi scolastici. Non c’è scuola negli Stati Uniti dove non esista un programma sportivo. Un scuola senza sport o senza squadra sportiva non è una scuola americana.

Vita agiata?

In generale, il Nordamericano ha abbastanza denaro per permettersi acquisti vari: oggetti casalinghi, vestiario, attrezzature tecniche e cibi preparati o venduti dalle varie etnie che popolano le grandi città. Cc n’è infatti molta abbondanza in questo Paese. I ristoranti, per esempio, sono sempre affollati, e quasi ognuno la possibilità di comprare molti vestiti e un gran numero di televisori, computers e automobili di cui le nostre case sono piene. Non è cosa rara quella di trovare in una famiglia americana tre o più automobili; cinque o sei televisori e una grande varietà di gadgets moderni. Tuttavia, tengo a sottolineare che non mancano coloro che fanno un sacco di debiti e che usano persino una carta di credito per pagare i debiti riportati da un’altra carta di credito. Parlando di ristoranti, desidero notare che non esiste una gastronomia nazionale americana. Mi riferisco all’esistenza di piatti tipicamente americani che si possono comunemente trovare su tutte le tavole americane come, per esempio, gli spaghetti che occupano un posto speciale nella cucina della penisola italiana.

Gli studenti sono molto seri per quanto riguarda il loro futuro.

Gli studenti prendono la scuola sul serio sapendo che senza laurea non faranno bene nella vita. In generale non dipendono tanto dai genitori o dalla pensione dei nonni. Si danno da fare e spesso lavorano nel pomeriggio, dopo scuola, e durante i weekend. Anche figli di ricchi signori vanno a lavorare (alcuni in posti umili e faticosi) per imparare a valutare il denaro e la disciplina del lavoro. Le scuole elementari e superiori sono pubbliche e private. Quelle pubbliche non sono scuole nazionali e quindi non dipendono da un Ente governativo centrale a Washington. Ogni paese invece ha le sue scuole e gli abitanti pagano le spese per l’insegnamento e il programma sportivo. In questo senso quei paesi che sono più ricchi molto spesso hanno scuole di qualità superiore rispetto a quelle di paesi più poveri. Lo Stato aiuta un pò a pagare le spese, seguendo una formula fissata secondo i bisogni di ogni distretto scolastico. In ogni Stato americano si trovano pure moltissime università che danno numerosissime possibilità a tutti i giovani di continuare gli studi e di ottenere una laurea adatta alla loro vocazione. Tutte le università sono a pagamento. Moltissimi stranieri vengono negli Stati Uniti per perfezionarsi nel campo scientifico, medico e tecnico.

Le piazze non esistono.

In quasi tutti i paesi americani non esistono piazze all’europea. Non c’e’ un centro di raduno dove la gente passeggia, guarda e si fa guardare o dove i giovani possano incontrarsi. Quindi non si vede quasi mai nessuno a passeggiare. La passeggiata all’europea non esiste qui in America. Gli Americani si spostano in macchina anche per coprire pochi chilometri e, se desiderano camminare o incontrare qualcuno, si recano generalmente nei grossi centri commerciali dove stanno al caldo o con l’ aria condizionata, consumano qualcosa, fanno lo shopping o vanno al cinema.

I genitori dei Nordamericani non hanno abbastanza tempo.

Per loro la giornata non ha abbastanza ore, specialmente se hanno bambini che vanno a scuola o che partecipano a sport o ad attività scolastiche dopo-scuola. La scuola, come la biblioteca, è un centro d’incontro, di studio, di progresso effettivo e di incontri. I genitori sono “tassisti” che portano in giro i figli per appuntamenti sportivi, lezioni private o per incontrare i compagni di scuola. I genitori partecipano anche a riunioni scolastiche, incontri e conferenze dopo aver lavorato tutta la giornata. Adesso non è più come una volta. Anche la donna deve lavorare per arrotondare il salario del marito che spesso non guadagna abbastanza per allevare i figli, pagare il mutuo, il cibo, il vestiario e un sacco di assicurazioni.

L’importanza della biblioteca è fondamentale.

La biblioteca comunale appartiene agli abitanti del paese dove essi pagano le tasse. L’importanza della biblioteca è fondamentale. La biblioteca, aperta ogni giorno e parzialmente la domenica, facilita l’uso e la lettura dei libri e delle riviste. Ha vari reparti per adulti e bambini, e riserva un luogo a parte per la lettura. Non mancano i computers, le riviste e giornali. In biblioteca si va per leggere, scegliere films e CD, per conferenze e relazioni, e anche per godersi programmi musicali e teatrali. In biblioteca si trovano servizi sociali a beneficio della comunità come per esempio, aiuto particolare destinato agli anziani, servizi medici, legali etc. La biblioteca è il polmone e la fonte intellettuale di ogni paese nordamericano.

Non tutti gli americani del nord america sono ricchi.

E' vero. Fra di noi ci sono tanti poveri e anche milioni di persone che vanno a letto affamate. Il Nordamericano è povero per tanti motivi. Attualmente a causa del valore molto basso del dollaro nel mercato globale; inoltre per mancanza di cultura e di esperienza personale, e infine per tradizioni culturali e sociali che tendono a isolarlo in un cerchio senza speranza e senza uscita. Infatti in certe parti degli Stati Uniti c’è chi nasce, cresce e muore isolato in un mondo che non conosce il progresso, il cambiamento, le novità o la vitalità delle grandi città. L’ignoranza crea pure la povertà.

La famiglia americana è in crisi.

La famiglia è disgregata a causa del divorzio. I divorzi ammontano oggi al 60%. Ciò nonostante, il matrimonio e la famiglia rimangono ancora un ideale a cui aspirare. I figli sono pochi; le spese enormi e c’è tanta pressione sulla famiglia perchè il marito e la moglie devono lavorare per sbarcare il lunario. Poi, viviamo tutti in tempi diversi e la forza dei mass media influenza ogni aspetto della vita giornaliera degli abitanti.

Gli adulti e i giovani sono religiosi?

Direi di sì. Ma il loro senso religioso è diverso da quello tradizionale di chiesa e di assemblea domenicale. Molti non credono più a una chiesa istituzionale, organizzata. La cultura, la televisione e i mass media hanno rivoluzionato il mondo dell’informazione. C’è crisi nelle chiese, nelle scuole e nelle famiglie. Il Concilio Vaticano II sembra non aver avuto grande effetto nel suscitare l’amore per la Chiesa fra i cattolici di fede romana o incoraggiato la loro presenza alla messa domenicale. E’ una crisi molto complessa. “Finito è il tempo quando Berta filava…”, come si diceva una volta. Oggi la gente ha più cultura, dubita di più e non accetta facilmente la parola del clero. Inoltre il prete, il ministro e il rabbino non godono più dell’autorità e del rispetto deferente come negli anni passati.. Oggi più che mai il clero ha un lavoro più arduo da fare per convincere il credente a rimanere credente e seguace di una chiesa, tempio o sinagoga istituzionale.

Le possibilità di successo sono enormi.

Il cielo è la “meta” negli Stati Uniti. Questo è lo slogan che sentiamo spesso in giro. Negli Stati Uniti tutti hanno la possibilità di diventare “qualcuno” e di fare quello che scelgono purchè osservino la legge e paghino le tasse. E’ l’American Dream che continua ad attrarre moltissimi alla sua ricerca. Il sogno americano è un sogno aperto e possibile a tutti. “The aim is to touch the sky.” (La meta è quella di toccare il cielo.) In questo senso, devo confessare che la mia vita, la mia carriera e tutto il mio successo sono calda testimonianza di questo American Dream d’immigrato. Venuto in America all’età di 18 anni, ho appreso la lingua inglese, ho studiato sino all’età di 37 anni e sono riuscito ad ottenere quattro lauree, cosa inaudita per un figlio di contadini siciliani, la cui mamma aveva solamente pochi anni di scuola elementare e un papà che era analfabeta. Tuttavia, noi Americani sappiamo benissimo che il successo e il denaro non crescono sui rami degli alberi o che le strade non sono lastricate d’oro e d’argento. Sì, e’ vero che le opportunità di toccare le stelle sono tantissime, ma chi vuole raggiungere l’American Dream deve sgobbare e sacrificarsi con grande disciplina, serietà e onestà, cosa che spesso dura tutta la vita.

Noi Nordamericani…

siamo il laboratorio di nuove idee ed esperimenti sociali, psicologici, filosofici, teologici e scientifici. Moltissimo di tutto quello che fa il giro del mondo spesso inizia e ha vita in questo grande continente. Questo si avvera proprio perchè siamo di etnie e di fedi diverse e anche perchè godiamo di somma libertà (per quanto ci permette la Costituzione) di esplorare territori proibiti dalla morale di questa o di quell’altra etica religiosa. La libertà di pensiero incoraggia la creatività della ricerca scientifica che si batte per alleviare la sofferenza della condizione umana nel mondo intero.

Amati e odiati

Grande potenza mondiale, tutto il mondo volge lo sguardo verso gli Stati Uniti che invia, ogni anno, milioni di dollari per aiutare tantissime nazioni vicine e lontane, dimenticando spesso i gravi bisogni dei suoi propri abitanti. Tutti aspettano aiuto, tutti chiedono il suo intervento militare e diplomatico, mentre nel frattempo odiano, chi di più e chi di meno, la sua esistenza e il suo credo politico americano mordendo la mano di chi la stende. Forse la realtà agro-dolce di essere amato e odiato è il prezzo che gli Stati Uniti devono pagare per essere il Paese globale più forte.

Dove vivono 300 milioni di Nordamericani?

Vivono in cinquanta Stati indipendenti, ma federati che formano gli Stati Uniti d’America, la cui capitale è Washington. Alcuni Stati sono piuttosto piccoli, (quanto la Sicilia) ma molti sono vasti e incredibilmente favolosi, come il Texas che è grande quanto la Francia. Ogni Stato si governa da sè, ma tutti insieme seguono i principi fondamentali della Costituzione Americana. Le grandi città come New York, Washington, e San Francisco sono popolatissime, mentre il vasto territorio continentale è piuttosto vuoto, ma pieno di foreste, fiumi, grandissimi laghi, catene montuose e deserti. Ogni Stato issa la sua bandiera, ma tutti gli Stati sventolano la bandiera americana che mostra sempre le sue stelle su un’asta più alta delle altre. La bandiera americana è il segno visibile dell’unità nazionale che trova la sua forza unitaria nella Costituzione. Quando si canta l’inno nazionale nessuno rimane mai seduto., anche se si è in uno stadio con migliaia e migliaia di persone.

L’accento e i dialetti sono vari.

I Nordamericani parlano Inglese. Naturalmente non l’Inglese di Londra, ma l’Inglese “americano” con i suoi dialetti, la sua intonazione e una pronunzia che varia da uno Stato all’altro. Tuttavia, sebbene il vocabolario sia leggermente diverso dall’Inglese britannico, la grammatica e la sintassi godono ancora di una fortissima similarità. Adesso con l’influsso d’immigrati provenienti dal Sud America, lo Spagnolo dei vari paesi sudamericani si sta facendo strada come seconda lingua di questo Paese.

E gli Italoamericani?

Fanno parte di questo vastissimo Paese. E sono anche loro Nordamericani. Oggi rappresentano la terza etnia più numerosa degli Stati Uniti con quasi venti milioni di persone. Chiamo Italoamericani tutti coloro che hanno un’origine italiana, anche se sono di terza o quarta generazione americana. Gli Italoamericani sono progrediti moltissimo dal giorno in cui i loro nonni misero piede in questo paese. Oggi moltissimi occupano posti importanti nella politica, nel campo degli affari, nel mondo giuridico e nell’insegnamento. Tanti cercano tuttora di conoscere meglio le loro radici italiane e intraprendono viaggi sentimentali per chiudere il cerchio aperto dai loro antenati, andando alla scoperta del paese di origine. La maggioranza degli Italoamericani, tuttavia, si considera americana ed ha poco contatto o sentimento affettivo verso l’Italia. Inoltre, desidero aggiungere che ce ne sono tanti che non conoscono nemmeno il nome del paese di quei loro nonni o bisnonni che alla fine del diciannovesimo e al principio del ventesimo secolo lasciarono l’Italia in cerca di fortuna.

Gli Italoamericani, per la maggior parte, sono differenti dagli Italiani residenti in patria. Infatti c’è troppa differenza tra di loro: è più ciò che li distingue che ciò che li unisce. Perchè? Perchè sono figli di un’altra cultura, di un’altra lingua e di altre tradizioni. Azzardo a dire lo stesso di moltissimi Italiani che non sentono nessun legame affettivo verso di noi “connazionali” Nordamericani che, sfortunatamente, quasi disconoscono.

Mario MACALUSO Ph.Dr.



 
     
Edizione RodAlia - 24/01/2017
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